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Frane, fumarole... studiare per prevenire le disgrazie invece che spargere sale contro il malocchio! |
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Librizzi: località Palmentazzo vista dal frantoio Ruffo a Lucianello, 15 novembre 2009 |
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Nel 1985 Librizzi, dopo giorni e giorni di incessanti piogge, fu interessato da diversi e significativi smottamenti. Anche la Frazione Nasidi subì danni importanti: successivamente, furono effettuate importanti opere di consolidamento e convogliamento delle acque. Nella foto a sinistra, la casa di Tindaro Gatani con le pareti sfondate. |
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Nell'Ottocento si registrarono diversi smottamenti che danneggiarono Librizzi Centro, distruggendo anche l'antica Chiesa della Madonna della Catena, che sorgeva in un'area adiacente all'attuale sede municipale, lato valle. Le frane interessarono tutta l'area compresa tra la Matrice, Piazza Catena e Quartiere Forgia. Vi furono numerosi morti. Di questi eventi si può leggere anche in un blog americano. |
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A febbraio del 1931 per dodici giorni e dodici notte ininterrottamente piovve. |
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Nel 1931ci furono vasti movimenti franosi. Uno di essi interessò la zona di Passo Schiavo. Nella foto un particolare di quell'area, con evidenti ancora i segni dello smottamento. Nella parte alta si nota la strada per Acquapalumbo. Qui non ci furono morti, ma furono distrutti tutti i lotti comunali. |
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Pantano, febbraio 1931. Una storia vera. "Anche in quella casa io andavo alla ricerca della cucina nera e calda, dove stagavano i profumi del pranzo concluso e della cena da preparare, dov pullulavano bimbetti e bimbette, dove le donne, giovani e anziane, in circolo attorno alla fiamma del focolare, si raccontavano storie di fantasime, di indemoniati, di malocchi, di incantesimi, di «majarii» (magie), di figli scambiati, o rubati dagli zingari. L'interesse e la curiosità mi attiravano in mezzo a loro, l'ansia e il terrore mi respingevano. Per attraversare le camere mi aggrappavo alle vesti o alla mano di qualche servetta, perché nella grande sala centrale, vuota e silenziosa, dove quattro travi ciclopiche sorreggevano il piano superiore, vedevo emergere, fra bagliori gialli di zolfo, streghe sghignazzanti e animali mostruosi.
Fu su quella casa che la morte precipitò digrignando i denti, strappando, spezzando, travolgendo, polverizzando: il boato sinistro della frana, che in un piovoso febbraio rotolò dalla vetta di una montagna, aveva sorpreso Biagio e il figlio davanti al portone centrale. Tutto il personale era in giro. Intuito il pericolo estremo, presago della fine, il vecchio signore aveva incitato il figlio a correre il più lontano possibile e si era slanciato all'interno, nella grande sala centrale, nel vano tentativo di salvare anche la moglie.
L'aveva trovata smarrita e l'aveva convulsamente abbracciata quando ormai l'enorme massa di terriccio, fango, tronchi divelti e sassi investiva la casa, travolgeva in un solo colpo le travi maestre, si gonfiava sormontando il tetto e sbriciolando tutto: poi slargava il suo fangoso mantello nell'abbraccio mortale.
Sulle rovine, implacabili, continuò a cadere la pioggia. Si scavò per giorni, sotto gli occhi di una piccola folla muta e dei due figli impietriti dal dolore: li ritrovarono l'una nelle braccia dell'altro, gli occhi, la bocca, le mani piene di terra."
(il brano è tratto da Lydia Risica, Pane di casa, ila palma) |
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nelle foto sopra, località Pantano: la casa investita dalla frana raccontata dalla prof.ssa Lydia Risica in Pane di casa |
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Sempre nel 1931 un altro importante smottamento ci fu sulle pendici del Monte dei Saraceni. |
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Negli anni Ottanta del secolo scorso franò una vasta area in località Cavallazzo, verso il Torrente Ronco. In verità, in questa area vi sono stati numerosi smottamenti anche nell'Ottocento. I più importanti eventi franosi del XX secolo sono stati nel 1985, e negli anni '90. |
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In località Terre Rosse, sulla strada San Pancrazio - Ronco Marurà gli anziani ricordano le fumarole. Le acque delle captazioni a Lucianello hanno una temperatura superiore alla media delle altre sorgive. |
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pagina in aggiornamento |
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Le frane storiche a Librizzi Centro
CRINO' S. (1921), nella pubblicazione "Distribuzione geografica delle frane in Sicilia", riferisce di un evento franoso, avvenuto nel 1800 sul versante ovest del centro abitato di Librizzi, che ha causato gravi danni agli edifici civili. Altri eventi franosi sono avvenuti nei periodi invernali degli anni 1850, 1865 e 1890: i danni maggiori si sono avuti in località Cavallazzo, Fontanella e sulle abitazioni sottostanti il Quartiere Forgia. In conseguenza di questi eventi Librizzi è stato inserito tra i comuni sottoposti a vincolo idrogeologico e tra i comuni di cui è disposto il consolidamento. Le informazioni sopra riportate e il particolare della carta sono tratte dal Piano Stralcio di Bacino per l'Assetto Idrogeologico della Regione Siciliana. La data dell'inverno 1850 indicata per un evento franoso viene corretto (o integrato con riferimento ad altro grave evento) da una ricerca condotta sui certificati di morte dell'anno 1852 che il 27 e 28 gennaio registrano numerosi morti per le frane. Molti morirono tra le ore 10:00 e le ore 12:00 del 27 gennaio. Tale ricerca è stata condotta negli U.S.A. e se ne può leggere un sommario resoconto collegandosi al blog dell'autrice della ricerca: riferisce anche che nel mese di dicembre dello stesso anno 1852 ci furono violenti piogge che causarono la morte per soffocamento di Minicuzzo, cioé don Domenico Procopio, che nel 1826 aveva sposato donna Anna Cilona. Negli ultimi anni sono state effettuate varie opere di consolidamento e di convogliamento acque sul territorio di Librizzi. Ma era da un po' che non pioveva con l'abbondanza degli ultimi tempi. |