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Carmelo La Cava, da Sinagra, ha raccontato nel suo libro Vendemmia e Mietitura nella Sicilia del Novecento |
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"... a nove anni aver camminato scalzo, a piedi, col mio sacchetto a tracolla, fino a Randazzo e da lì, viva i sogni fantastici, prender il treno fino a Giarre. E' inutile qui elencare i nomi di tutta la ciurma, basta solo ricordare quello del capo, un tale di Martini, un vecchietto arzillo con un nome che suonvava sinistro: Mancusu. La ciurma era composta da circa venticinque persone: uomini, fimmini e carusi. Dopo aver ben contato i giorni di luna piena, si decise di partire la sera del sabato 21 settembre 1935... era una luna di una bellezza orientale, accompagnata da stelle lucenti che noi ragazzi sognatori pensavamo di poter afferrare con le nostre mani una volta giunti ô Casali. Quella sera, mia madre, eroico cuore di Mamma, quasi in braccio mi accompagnò â Coscia dû Ponti Vecchiu, il punto di riunione. Dopo abbracci, saluti e forse qualche lacrima, mia madre afferrò per il braccio mio fratello il grande e gli disse, in tono materno ma deciso: «Ti raccumannu stu carusu, nun lu bbannunati». |
pag. 11 |
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"Cammina, cammina, ogni tanto nel fiume si sentiva qualche colpo di zappuni. Anche durante la notte nel fiume quasi asciutto c'era qualcuno che cercava acqua pi bivirari l'ortuù: u fasolu, i cucuzzi, i pummadoru, i pipi e i murinciani, a lattuca e i cauli; il foraggio dei poveri, insomma... noi andavamo verso i paesi della terra nera, con le case costruite di pietra di sciara, e aridi, senza acqua nemmeno per lavarsi la faccia la sera, almeno per togliersi la polvere dopo un lungo giorno di salti nella vigna...
... Eravamo noi, soli soli, soli nella notte, con i nostri bertuli sulle spalle. Armati di pazienza ci sgranocchiammo questi altri venti chilometri...
... nella piazza di Giarre... dopo un po' arrivarono delle persone vestite per bene, non come noi poveri vendemmiatori, quasi tutti scalzi, e chiesero in modo perentorio: «Chi siete? Quanti siete? Cosa volete? Quando siete arrivati?» ... Dopo un po' arrivarono altri due o tre signori... con un paio di pacchi; li posarono su uno scalino. Sui pacchi dava all'occhio una scritta a lettere cubitali mai vista prima, campeggiante sullo stivale come l'Italia: Galbani Italia... «Ecco», disse quello che poteva essere una specie di dirigente, «questi sono formaggini; li manda il Duce ai lavoratori...» |
pag. 12
pag. 16
pag. 26
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Sant'Angelo di Brolo Amministrazione Comunale - Biblioteca Comunale 10 febbraio 2008 - Incontro con l'Autore
Carmelo La Cava presenta il suo libro
Vendemmia e Mietitura nella Sicilia del Novecento
Armando Siciliano Editore |