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Frittuli e frannugghi |
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Un momento della cottura di frittuli, alla macelleria Cafarelli a San Pancrazio |
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Se agosto é il mese del castrato (carne di agnello castrato cotta nel forno a legna), che a Librizzi si consuma, per antica consuetudine, in occasione della festa della Madonna della Catena, settembre da noi é il mese di "frittuli" e "frannugghi" (o ciccioli). |
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La preparazione di frittuli alla macelleria di Nicolino Campochiaro, a Colla Maffone |
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Dopo la festa della Madonna del Tindari (8 settembre), ogni sabato si possono assaggiare queste prelibatezze: non è una sagra, ma una sana e antica consuetudine, che si prolunga per tutto l'inverno e bene s'accompagna a un bicchiere di vino locale. |
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I frittuli preparati dalla macelleria di Peppino Rottino: la tegola, dipinta dal titolare della macelleria, rappresenta un momento della vendita di frittuli. Si noti sullo sfondo il panorama di Librizzi Centro. |
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I "frittuli" sono carne di maiale accuratamente pulita (cotenna, testa, piedi, stinco, coda, interiora: polmone, ventre, cuore, reni, lingua) e bollita per un paio di ore, a fuoco moderato, con sale e pepe nero in una "quaddara" di rame (paiolo). I "frannugghi" sono ricavati da parti magre e cotenna del maiale, bolliti e poi tagliati a piccoli pezzi e immersi nello strutto: vanno consumati freddi, anche condimento di verdure locali fritte, di pasta e fagioli, o con il pane caldo. Non si può descriverne il sapore, bisogna necessariamente assaggiarli. |
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