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Consolato Generale d'Italia Zurigo |
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Nell’ambito delle celebrazioni per il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia
promosse dal Comites di Zurigo e dal Consolato Generale d’Italia in Zurigo giovedì, 17 marzo 2011, alle ore 19,00 presso la Casa
d’Italia Erismannstrasse6 – Zurigo
si terrà una conferenza di
sul tema: “ Dal Risorgimento all’Unità d’Italia: Uomini,
Idee, Fatti e Misfatti ” Contenuto della conferenza
La
conferenza tratta le fasi salienti del Risorgimento italiano, con accenni al
ruolo svolto dagli Svizzeri e dalla Svizzera, che fu, insieme alla Gran
Bretagna, la prima a riconoscere ufficialmente il nuovo Regno già il 30 marzo
1861, a soli due settimane dalla sua proclamazione. Con l’aiuto di immagini e
citazioni, si parlerà della carenza di tradizioni politiche e culturali
univoche delle varie regioni; dell’acceso dibattito sulle diverse proposte di
forma di governo da dare al nuovo Stato (monarchico, repubblicano, federale);
della mancanza di un vero e proprio scontro tra l’elemento liberale e le
vecchie classi dirigenti che subirono e accettarono con rassegnazione la nuova
realtà; dello scontro tra Stato e Chiesa; dell’insufficiente coinvolgimento
popolare nelle decisioni prese; del fallimento delle promesse fatte e delle
aspettative che l’Unità aveva suscitato e così via fino alla nascita della
Questione meridionale, del brigantaggio, del malgoverno della cosa pubblica,
degli scandali politici, della disoccupazione e del conseguente fenomeno
dell’emigrazione. Certo, come ha scritto lo storico svizzero Werner Kaegi,
l’Italia aveva già da diversi secoli «una effettiva coscienza nazionale», ma fu
il modo come l’Unità venne fatta che accentuò scompensi e divergenze tra le
varie regioni e tra le diverse classi sociali.
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La
Regione ricorda i 150 anni dall'Unità
con la mostra “La Toscana nell'Età del Risorgimento" Il filo conduttore della mostra è il ruolo centrale che
la Toscana, e in particolare la città di Firenze, ha svolto durante una lunga
fase del periodo risorgimentale. |
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notizie stampa: |
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Nelle foto di Virginio Cianciulli di Zurigo alcuni momenti della conferenza tenuta alla Casa d'Italia: 1. Le bandiere 2. Il tema della conferenza 3. Da sinistra: Luciano Alban, vicepresidente del Comites di Zurigo, Tindaro Gatani relatore ufficilae, il Ministro Mario Fridegotto Console Generale d’Italia a Zurigo, Paolo da Costa Presidente del Comites di Zurigo, Dino Nardi membro del Comitato Generale Italia all’Estero (CGIE). 4. Una veduta del Salone Luigi Pirandello della Casa d'Italia di Zurigo. 5. Uno scorcio del Salone della Casa d'Italia |
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DAL RISORGIMENTO ALL'UNITA' D'ITALIA UOMINI, IDEE, FATTI E MISFATTI |
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Le immagini si riferiscono alla conferenza tenuta a Sion il 19 febbraio 2011 - foto di Dino Rao |
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Conferenze di TINDARO GATANI
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Sion: Sala Supersaxo sabato 19 febbraio ore 15,30 Organizza: COMITES Vallese |
Basilea: Università, Petersgraben 1 mercoledì 23 febbraio, alle 19.30 Organizza: Società Dante Alighieri |
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Winterthur: Altes Stadthaus lunedì 28 febbraio alle ore 20:00 Organizza: Società Dante Alighieri |
Aarau: Neue Kantonschule mercoledì 11 maggio alle ore 20,00 Organizza: Società Dante Alighieri |
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La conferenza tratta le fasi salienti del Risorgimento italiano, con accenni al ruolo svolto dagli Svizzeri e dalla Svizzera, che fu, insieme alla Gran Bretagna, la prima a riconoscere ufficialmente il nuovo Regno già il 30 marzo 1861, a soli due settimane dalla sua proclamazione. Con l’aiuto di immagini e citazioni, si parlerà della carenza di tradizioni politiche e culturali univoche delle varie regioni; dell’acceso dibattito sulle diverse proposte di forma di governo da dare al nuovo Stato (monarchico, repubblicano, federale); della mancanza di un vero e proprio scontro tra l’elemento liberale e le vecchie classi dirigenti che subirono e accettarono con rassegnazione la nuova realtà; dello scontro tra Stato e Chiesa. |
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La conferenza tratta le fasi salienti del Risorgimento italiano, con accenni al ruolo svolto dagli Svizzeri e dalla Svizzera, che fu, insieme alla Gran Bretagna, la prima a riconoscere ufficialmente il nuovo Regno già il 30 marzo 1861, a soli due settimane dalla sua proclamazione. Con l’aiuto di immagini e citazioni, si parlerà della carenza di tradizioni politiche e culturali univoche delle varie regioni; dell’acceso dibattito sulle diverse proposte di forma di governo da dare al nuovo Stato (monarchico, repubblicano, federale); della mancanza di un vero e proprio scontro tra l’elemento liberale e le vecchie classi dirigenti che subirono e accettarono con rassegnazione la nuova realtà; dello scontro tra Stato e Chiesa; dell’insufficiente coinvolgimento popolare nelle decisioni prese; del fallimento delle promesse fatte e delle aspettative che l’Unità aveva suscitato e così via fino alla nascita della Questione meridionale, del brigantaggio, del malgoverno della cosa pubblica, degli scandali politici, della disoccupazione e del conseguente fenomeno dell’emigrazione. Certo, come ha scritto lo storico svizzero Werner Kaegi, l’Italia aveva già da diversi secoli «una effettiva coscienza nazionale», ma fu il modo come l’Unità venne fatta che accentuò scompensi e divergenze tra le varie regioni e tra le diverse classi sociali. |
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Tindaro Gatani, nato a Librizzi (ME) nel 1944, vive e lavora in Svizzera da oltre quaranta anni. È stato insegnante per i figli degli immigrati italiani nella Confederazione e magazziniere capo della Biblioteca Centrale di Zurigo. Si occupa di rapporti italo-svizzeri e di documenti inediti e rari della storia di Sicilia, ma anche di cartografia e letteratura dei viaggi. Collabora con «La Rivista», mensile della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera, con il Corriere degli Italiani di Zurigo e con altre testate giornalistiche. |
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