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La pagina è realizzata con lo scopo di promuovere l'interesse per la scienza: gli articoli citati e i comunicati sono redatti dal CNR che li pubblica sul proprio sito. Il sito del CNR ha questo indirizzo: http://www.cnr.it/sitocnr/home.html
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COMUNICATI: |
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"Mavrorachi", il profumo di Afrodite Nuova vita per il Trionfo della morte Idrogeno eco-compatibile, il futuro dell'energia alternativa |
Nel mezzogiorno utilizzare al meglio i fondi strutturali |
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“Mavrorachi”,
il profumo di Afrodite La
nuova
fragranza è stata realizzata riproducendo le essenze individuate da archeologi e
chimici del Consiglio nazionale delle ricerche nella fabbrica di profumi di
Pyrgos, a Cipro, risalente al II millennio a C. “Mavrorachi” sarà presentato in occasione della mostra
allestita presso l’Officina Profumo Farmaceutica S. Maria Novella
a Firenze Secondo la tradizione i profumi
di Cipro nacquero con Afrodite, ma l’iconografia Greca e Romana della dea non ha
niente in comune con il simulacro aniconico della dea venerata nel tempio di
Palea Paphos dall'età del Bronzo e rappresentata sulle monete di Cipro fino alla
tarda età romana. Questo simulacro, un pesante blocco di basalto grigio alto
1metro e 4000 anni di profumo”;
nell'intento romantico di porre in relazione la più antica fabbrica dei profumi
di Pyrgos con il simbolo stesso della dea dell’amore. Pyrgos/Mavrorachi è uno
dei più importanti siti preistorici dove sistemi innovativi di ricerca hanno
permesso di fornire interessanti documentazioni sulle conoscenze tecnologiche
che contribuirono a formare la cultura cipriota. A Pyrgos si hanno testimonianze
della rivoluzione preistorica della società Cipriota, fondata sull’equilibrio
tra progresso tecnologico ed evoluzione sociale, che seppe sfruttare al meglio
le risorse naturali e le possibilità commerciali dell’isola. Oggi sappiamo che
il sito di Pyrgos era un importante centro commerciale per la produzione di olio
d'oliva, rame, profumi, medicine, tessili , colori e vino. Grazie al terremoto che distrusse
il sito nel “Mavrorachi”, realizzato dalla
pluri-centenaria esperienza dell'Offcina Profumo-Farmaceutica di S. Maria
Novella, è un profumo unico, all’olio, realizzato mescolando le stesse fragranze
naturali, che erano in lavorazione 4000 anni fa a Pyrgos. E' il profumo stesso
del Mediterraneo antico. Roma, 14 marzo
2008 La scheda: Che cosa: mostra:
“Mavrorachi. Il profumo di Afrodite e il mistero della dea senza
volto 4000 anni di
profumo” il Chi: Istituto per le tecnologie applicate ai beni culturali (Itabc) del Cnr, Consiglio Regionale della Regione Toscana, Comune di Firenze, Dipartimento delle Antichità di Cipro, Ministero degli Esteri Italiano Dove: Officina Profumo Farmaceutica
S.Maria Novella, via della Scala 16, Firenze Quando: 17 marzo, ore 15.00 Informazioni per la stampa: Maria Rosaria Belgiorno, Istituto per le tecnologie applicate ai beni culturali (Itabc) del Cnr, Montelibretti (Rm), tel. 06/90672689, e mail: mariarosaria.belgiorno@mlib.cnr.it Per il pubblico: apertura mostra dal 17 marzo al 13 aprile, ore
11:00-18:00. Informazioni: tel. 055/216276 tratto da: http://www.stampa.cnr.it/DocUfficioStampa/comunicati/italiano/2008/Marzo/26_MAR_2008.HTM
Vegetale è bello. E
utile Il mondo delle
piante in un volume co-edito dal Cnr ed
ERGA che viene presentato, oggi a
Genova. Il libro si
rivolge agli studenti e contiene dati storici e di cronaca. Le biotecnologie?
Esistono da oltre 10.000 anni. Ma ora consentono di aprire interessanti
prospettive ambientali Il
rapporto tra uomo e pianta; gli organi delle piante; le caratteristiche
strutturali e funzionali dei diversi tessuti, cellule e molecole che
contribuiscono al loro funzionamento; la loro capacità di adattarsi a climi e
ambiente diversi. Tutto questo, nel volume ‘Vegetale è bello’ co-edito dal Cnr ed ERGA Edizioni, è spiegato in modo semplice e piacevole, grazie anche a un ampio
corredo di disegni, foto e fumetti, senza per questo perdere di rigore
scientifico. Il libro viene presentato a Genova (Via XX Settembre 46r,
alle ore 17,30): Il
libro si rivolge agli studenti della scuola dell’obbligo, nella convinzione -
come dicono gli autori Alessandro Bisignano, Laura Cornara, Joachim Scholz-Starke, Armando Carpaneto e Franco Gambale,
direttore dell’Istituto di biofisica (Ibf) del Consiglio nazionale delle
ricerche di Genova – che “per preservare la
biodiversità è importante saperne di più” e che “favorire la conoscenza del
mondo vegetale possa servire ad aumentare il rispetto per il mondo
vegetale”. ‘Vegetale è bello’ contiene citazioni di testi antichi, a
confermare l’importanza degli studi compiuti nel passato, e riferimenti a
giornali e notizie di cronaca, che attestano l’interdipendenza tra il mondo
vegetale e l’ambiente, la società e l’industria, oltre che molti esempi pratici
di utilizzo delle piante nei settori più vari: dalla cucina alla cosmesi, fino
alla medicina. Il
libro si articola su quattro grandi temi: “il ruolo delle piante in natura”,
“come le conosciamo”, “come sono fatte” e “come si possono utilizzare e
modificare”. Nell’ultima parte vengono affrontati argomenti di attualità quali
le ‘antiche’ e le nuove biotecnologie: da oltre 10.000 anni, infatti, l’uomo
applica biotecnologie per selezionare e trasformare le piante più utili alle sue
esigenze. E, proprio come accade ora, anche nel ‘500 gli europei erano
diffidenti delle novità costituite dalle piante importate dal nuovo mondo, quali
patata e pomodoro. Ma gli autori pongono in evidenza come anche oggi molti
scienziati siano tutto sommato cauti nel mettere in atto i loro interventi: per
esempio, si studiano soluzioni per realizzare nuove specie supportando con
tecniche tradizionali le nuove tecnologie di biologia molecolare.
Alcuni
esempi illustrano come le nuove scoperte in campo vegetale possano comunque
essere importanti in svariati settori, da quello ambientale, a quello
alimentare, fino alla produzione di vaccini. In ambito ecologico, si vanno
affermando nuovi metodi mediante piante (fitodecontaminazione) per la bonifica
di suoli ed acque contaminati da elementi tossici. “Non va infine dimenticata,
ricorda Gambale, “la possibilità di produrre biocarburanti da biomasse vegetali
di scarto non utilizzabili a scopo agro-alimentare. Soprattutto, è importante
ricordare che le piante destinate alla produzione di energia, potranno essere
coltivate su suoli marginali sui quali non è possibile coltivare piante di
interesse alimentare”. Roma,
13 marzo 2008 La
scheda Che
cosa: presentazione del libro ‘Vegetale è
bello’ di A. Bisignano, L. Cornara, J.
Scholz-Starke, A. Carpaneto e F. Gambale; edizione CNR-ERGA
Edizione Dove: Genova, presso Centro Fnac- Via XX settembre
46r Quando: 13 marzo 2008, ore 17,30
Armando Carpaneto, Franco Gambale e
Joachim Scholz-Starke, sono ricercatori dell’Istituto di biofisica del Cnr di
Genova, Alessandro Bisignano è un collaboratore dello stesso Istituto, Laura
Cornara è ricercatore del Dipartimento per lo studio del territorio e delle sue
risorse dell’Università di Genova. tratto da: http://www.stampa.cnr.it/DocUfficioStampa/comunicati/italiano/2008/Marzo/25_MAR_2008.HTM
CALDO RECORD SUL MONTE
BIANCO
Otto gradi a
La stazione meteorologica automatica “Aws – Gigante – Osram” fa parte
di un progetto di studio dei ghiacciai alpini,
considerati universalmente uno degli indicatori più affidabili del clima e dei
cambiamenti globali. Prodotta da Lsi Lastem, è stata collocata sulla superficie del Ghiacciaio
Gigante, vic ino alla
Stazione di arrivo delle Funivie Monte Bianco. Dopo alcune settimane di test
nelle difficili condizioni operative invernali, la stazione ha fornito i primi
dati sul clima di questi mesi, che sono risultati
eccezionalmente caldi soprattutto nelle ultime settimane. “Il 23 febbraio
abbiamo registrato una temperatura di 8 gradi e mezzo – spiega Guglielmina Diolaiuti, responsabile scientifica del progetto -. E’ un
dato sorprendente per il periodo invernale a La stazione sul Monte
Bianco ha diversi sensori per il monitoraggio meteo-climatico. “Oltr e alla temperatura - spiega Gian Pietro Verza,
responsabile tecnico delle stazioni di monitoraggio Ev
K2 CNR - registra umidità relativa e pressione atmosferica. Ma
è dotata anche di sensori che misurano lo spessore del manto nevoso, la
radiazione solare in entrata ed in uscita e la radiazione ad infrarossi
provenienti dall’atmosfera e dalla superficie del
ghiacciaio”. “Quelli sulla radiazione sono altri dati significativi – racconta la Diolaiuti –. Ci risulta che il
ghiacciaio abbia assorbito, in questo periodo, il 31 per cento dell’energia
solare in arrivo. E’ un valore tipico delle stagioni aride. La neve è vecchia,
scura, riflette meno la luce e invece la assorbe favorendo la fusione. La
situazione nel complesso, ha portato ad una certa perdita di manto nevoso che
nell’ultima settimana è variato intensamente a causa di processi di compattazione e fusione favoriti dal saliscendi d
elle temperature”. “Sono cose – conclude la
ricercatrice - che concorrono a deteriorare il manto nevoso e possono mettere in
crisi il ghiacciaio nel periodo estivo: se il ghiacciaio “si mangia” buona parte
dell’accumulo di neve in inverno, arriva in estate meno preparato al caldo e va
incontro a perdite più intense”. Insomma, appena installata, questa stazione ha già fornito
dati sorprendenti e preziosi sul clima delle Alpi. E da oggi, questi dati della
stazione sono anche “online”. E’ stata infatti
attivata la posizione modem-gsm che permette lo
scarico dei dati da remoto e quindi l’aggiornamento in
tempo reale delle condizioni meteo in alta quota ( Finora, in Italia, non c’erano informazioni sui bacini di
accumulo dei ghiacciai ad una quota così alta. Ora,
però, grazie alle registrazioni della stazione d el
Gigante si potrà comprendere meglio l’intensità delle variazioni climatiche in
atto, che ad alta quota risultano più chiare ed
evidenti. Di conseguenza, si potranno elaborare scenari previsionali più precisi, sulla base dei quali adottare
adeguate politiche gestionali e
ambientali. “I dati della stazione del Gigante si stanno rivelando
fondamentali anche per campi di ricerca al di fuori
della glaciologia – racconta la Diolaiuti -. Siamo infatti già stati contattati dai
ricercatori dell’università dell’Insubria che studiano
la degradazione delle rocce e del permafrost in alta
quota per attivare una collaborazione”. La missione congiunta Università di Milano – Comitato Ev K2 CNR ha permesso di ottimizzare la stazione e renderla
operativa al 100 per cento, grazie anche alla collaborazione delle Funivie Monte
Bianco, del Comitato Glaciologico Italiano e della
Cabina di regia dei ghiacciai
valdostani. Importante sottolineare che la
stazione del Gigante non è sola, ma va ad incrementare la rete di monitoraggio
meteo glaciale che stanno realizzando l’Unversità di
Milano e il Comitato Ev-K2-Cnr col supporto di numerosi enti (vedi scheda di
approfondimento). La rete fa capo ad un progetto scientifico volto allo studio
degli scambi energetici e di massa dei ghiacciai alpini ed alla qualificazione
del loro impatto sul rilascio idrico conseguente alla fusione nivale e glaciale.
Si tratta di un’idea che nasce
dalla necessità di monitorare le masse glaciali, considerate senza dubbio i più
attendibili indicatori dei cambiamenti climatici in atto. Il progetto è
coordinato dal Prof. Claudio Smiraglia, Presidente del Comitato Glaciologico Italiano, e dalla dott.ssa Guglielmina Diolaiuti.
Entrambi sono ricercatori del Comitato Ev-K2-Cnr e
dell’Università di Milano. Scheda di approfondimento
PERCHÉ STUDIARE I CAMBIAMENTI CLIMATICI NELLE AREE
MONTANE? Dalla conferenza UNCED (United Nations Environment and Development Conference) di Rio de Janeiro del giugno 1992 le aree di
montagna sono state incluse fra i sistemi ambientali più sensibili ai
cambiamenti climatici ed anche il Capitolo 13 dell'Agenda 21 ne sottolinea l'importanza a livello ambientale globale.
Le
variazioni termiche sulle Alpi sono molto più marcate
sia a scala globale che regionale. L'incremento termico verificatosi sulle Alpi
sin dall'inizio degli anni '80 del XX secolo, pur
essendo sincrono con il riscaldamento globale, è di tre volte amplificato
rispetto al segnale climatico globale (Diaz & Bradley, 1997). COME
RILEVARE I CAMBIAMENTI CLIMATICI IN ATTO SULLE ALPI? Oltre al monitoraggio delle masse
glaciali, che rappresentano senza dubbio i più attendibili indicatori dei
cambiamenti climatici in atto, è necessario acquisire dati meteorologici in siti
rappresentativi dell’alta montagna alpina per periodi lunghi attraverso
un’adeguata strumentazione scientifica. Solo l’analisi di dati raccolti in alta
quota, infatti, può permettere di rilevare e quantificare le evidenze delle
variazioni climatiche che qui si manifestano. Gli stessi
dati, inoltre, qualora rilevati in aree non solo di
elevata altitudine ma anche glacializzati,
risultano di estremo interesse per lo studio e la comprensione delle variazioni
dei ghiacciai. LA RETE DI MONITORAGGIO METEOROLOGICO
GLACIALE ITALIANA Nonostante la lunga tradizione in
campo glaciologico presente sulle
Alpi Italiane, dati meteorologici e flussi energetici misurati
direttamente alla superficie di un ghiacciaio, in Italia sono difficilmente
reperibili. E’ solo dal 2005 che un gruppo di ricercatori di Glaciologia dell’Università degli Studi di Milano,
coordinati dal Prof. Claudio Smiraglia, Presidente del Comitato Glaciologico italiano, hanno avviato questo tipo di ricerche per l’allestimento di una vera e propria rete di
monitoraggio meteorologico in quota sui più rappresentativi ghiacciai alpini
Italiani. Il network meteorologico glaciale italiano è stato sviluppato in
collaborazione con il Comitato Ev-K2-CNR di Bergamo, ente di ricerca responsabile tra l’altro della stazione di
monitoraggio al Laboratorio Piramide al Campo base dell’Everest. Tra le
stazioni del network (il cui responsabile scientifico è la dott.ssa Guglielmina Diolaiuti,
ricercatore dell’ Università degli Studi di Milano)
spicca quella donata da OSRAM e localizzata sul Ghiacciaio del Gigante. Questa
stazione è quella in Italia localizzata alla quota glaciale più elevata (c.
Roma, 7 marzo 2008 La scheda Chi: Comitato Ev-K2-Cnr e Università di Milano Che Cosa: Dati sulla stazione meteo installata sul Monte Bianco Per informazioni: Gian Pietro Verza, responsabile tecnico delle stazioni di monitoraggio Ev K2 Cnr, tel. 035/3230523, e-mail:gianpietro.verza@ evk2cnr.org Ufficio Stampa Comitato Ev-K2-Cnr:
Francesca Steffanoni, tel. 035/3230511, e-mail: francesca.steffanoni@evk2cnr.org tratto da: http://www.stampa.cnr.it/docUfficioStampa/comunicati/italiano/2008/Marzo/23_mar_2008.htm
Nuova vita
per il Trionfo della
morte Il celebre dipinto affrescato da Buffalmacco nel Camposanto di Pisa è stato sottoposto a sofisticate indagini diagnostiche e ambientali a cura di un team multidisciplinare costituito, tra gli altri, da istituti del Consiglio Nazionale delle Ricerche. I risultati, utili al restauro, saranno presentati in un convegno che si tiene fino all’8 marzo. Una storia conservativa lunga e travagliata quella degli affreschi del Camposanto di Pisa, luogo capitale dell’arte italiana e meta irrinunciabile già nel Settecento di viaggiatori, letterati e artisti. Dopo interventi di restauro
condotti subito dopo la guerra con metodologie poco sperimentate, i preziosi
affreschi possono oggi contare su un concentrato
di tecnologie e sistemi innovativi messi
a disposizione da università ed enti di ricerca. I nuovi ‘ritrovati’ per curare
questi capolavori saranno presentati nella città toscana, oggi
pomeriggio, alle ore 15.00, nell’ambito del convegno: “Il Camposanto di Pisa. Un progetto di
restauro integrato” che si terrà
fino all’8 marzo, presso l’Auditorium “G. Toniolo” e nei Nuovi laboratori
di restauro Campaldo. Un team scientifico multidisciplinare composto dal Consiglio Nazionale delle Ricerche - Istituto per i processi chimico fisici (Ipcf) di Pisa, Istituto per la conservazione e valorizzazione dei beni culturali (Icvbc) di Firenze, Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima (Isac) di Bologna - dal Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Pisa, in accordo con l’Opera Primaziale Pisana, ha avviato un’articolata indagine diagnostica sul ciclo pittorico pisano. Tra i principali obiettivi: eliminare definitivamente i fattori di deterioramento e ricollocare sulle pareti di origine alcuni affreschi, come il Trionfo della Morte (1336 - 41 c.a), in passato asportati dai muri per motivi conservativi. “Il team scientifico ha aggiornato i dati acquisiti più di venti anni fa sulle condizioni ambientali dell’edificio”, spiega Mauro Matteini, coordinatore scientifico del progetto insieme con Perla Colombini, “ ha definito un preciso e dettagliato protocollo di monitoraggio che assicuri la stabilità dei materiali impiegati nel corso del restauro in rapporto alle condizioni ambientali attuali e future, e ha valutato le nuove tecniche di pulitura e di estrazione di sali”. Le pitture in questione, giunte
fino a noi ‘miracolosamente’, conobbero fin dall’Ottocento uno stato di vistoso
degrado che aumentò nel secolo successivo quando, durante “In questi ultimi anni ci siamo resi conto che essi purtroppo presentavano ancora vistosi sintomi di degrado che interessavano anche le scene del ciclo del Trionfo della Morte. Prima di porvi mano si è ritenuto opportuno avviare questa nuova campagna diagnostica. Sulla base dei dati scientifici, per l’ultima parte degli affreschi ancora da restaurare”, conclude Matteini, “si procederà con un intervento di pulitura efficace e rispettoso, utilizzando resine a scambio anionico, capaci di agire selettivamente in superficie; con uno speciale laser a erbio si effettuerà un nuovo strappo degli affreschi, attualmente su eternit, per ricollocarli sulle pareti del loggiato, loro collocazione originale, evitando la formazione di condense attraverso l’interposizione di intercapedini ventilate”. Sono disponibili immagini Roma, 6 febbraio 2008 La scheda: Che cosa: convegno “Il Camposanto di
Pisa. Un progetto di restauro integrato” Chi: Opera Primaziale Pisana Dove: Pisa, Auditorium “G. Toniolo” e Nuovi laboratori dei restauro Campaldo Quando: 6-8 marzo. Inaugurazione, 6 marzo ore 15.00 Informazioni: Mauro Matteini, coordinatore scientifico del progetto, già direttore dell’Istituto per la conservazione e valorizzazione dei beni culturali (Icvbc), del Cnr, Firenze, , e mail: mmatteini@inwind.it Segreteria organizzativa: Opera Primaziale Pisana, tel. 050-3872211/12, e mail: info@opapisa.it, sito web: www.opapisa.it tratto da: http://www.stampa.cnr.it/docUfficioStampa/comunicati/italiano/2008/Marzo/21_mar_2008.htm
Idrogeno eco-compatibile,
il futuro dell’energia
alternativa Un impianto pilota per la produzione di idrogeno
da batteri di origine vulcanica e i primi prototipi di alimentatori per telefoni
mobili costituiti da celle a combustibile a idrogeno o alcol: queste alcune
delle innovazioni scientifiche che il Consiglio nazionale delle ricerche
presenterà a “Energethica”, l’appuntamento per la promozione dell’energia
sostenibile che si terrà a Genova dal 6 all’8 marzo 2008. Per produrre idrogeno a basso impatto
ambientale, i ricercatori dell’Istituto di chimica biomolecolare (Icb) del Cnr
di Pozzuoli (Na) hanno utilizzato il batterio Thermotoga neapolitana, un
microrganismo marino isolato da fumarole a largo di Pozzuoli, in grado di
sopravvivere a temperature molto alte. “Il ciclo di crescita (24 ore) in terreno
di scarto miscelato con sali minerali, vitamine, proteine e zuccheri”, spiegano
Agata Gambacorta e Angelo Fontana dell’Icb-Cnr, “permette l’uso dei derivati di
rifiuti organici come materiale di partenza, contribuendo a risolvere lo
smaltimento in maniera diretta ed ecocompatibile. Inoltre, la biomassa può
essere utilizzata per produrre biomolecole utili all’industria farmaceutica”.
L’idrogeno ottenuto, sotto forma gassosa, potrà essere trasformato in energia
elettrica attraverso innovative celle a combustibile predisposte dall’Istituto
di chimica dei composti organometallici (Iccom) del Cnr di Sesto Fiorentino
(Fi). “Le celle da noi realizzate non utilizzano platino ma contengono
catalizzatori nanostrutturati a base di metalli di più facile reperibilità, che
consentono di ottenere energia non solo da idrogeno ma anche da biocombustibili
rinnovabili”, afferma Francesco Vizza, ricercatore Iccom-Cnr. L’Istituto
presenterà anche un prototipo sperimentale di un alimentatore per telefoni
mobili costituito da celle a combustibile ad alcol etilico o glicerolo di
origine vegetale, frutto della collaborazione con l’Azienda ACTA SPA.
Nel corso della manifestazione saranno anche
illustrati i risultati di un esperimento di risparmio energetico che ha
coinvolto tutti gli Istituti dell’area di ricerca del Cnr di Firenze. “Circa
23.000 m2 distribuiti su 5 edifici, con più di 200 laboratori cui
afferiscono 550 unità di personale afferenti ad 11 istituti”, spiega Francesco
Grazzi dell’Istituto dei sistemi complessi (Isc) del Cnr di Firenze.
“L’ottimizzazione energetica degli impianti di climatizzazione e la
razionalizzazione dell’illuminazione”, prosegue Daniele Alderighi,
co-responsabile dello studio, “hanno consentito nel 2007 una riduzione del 17%,
corrispondente in termini energetici a 675.000 kWh, in termini economici a
95.000 euro e in termini ambientali a 470 tonnellate di CO2 non
emesse”. Il convegno ‘Idrogeno: quale futuro?’, giovedì 8
marzo, metterà a fuoco altri aspetti legati all’impiego dell’idrogeno in campo
energetico, come quelli nel campo delle biotecnologie studiati dall’Istituto per
lo Studio degli Ecosistemi (Ise) del Cnr fiorentino. “Stiamo selezionando ceppi
di microalghe in grado di utilizzare l’energia luminosa assorbita dal loro
apparato fotosintetico per produrre idrogeno dall’acqua”, spiega Giuseppe
Torzillo dell’Ise-Cnr. “Mentre, con lo sfruttamento biotecnologico dei batteri
rossi è possibile utilizzare le acque reflue dell’industria agro-alimentare per
la produzione d’idrogeno contribuendo anche ad eliminare residui dannosi
all’ambiente”. Per risolvere i problemi di sicurezza e di
ingombro legati al trasporto dell’idrogeno, attualmente effettuato con bombole
ad alta pressione, l’Istituto dei sistemi complessi (Isc) del Cnr di Sesto
fiorentino (Fi) sta lavorando sui clatrati-idrati. “L’idrogeno, in forma
molecolare, è intrappolato in ‘gabbie’ di ghiaccio (a circa-140 ºC) di
dimensioni nanometriche, e resta all’interno del composto fintanto che la
temperatura resta bassa”, spiega Lorenzo Ulivi, ricercatore Isc-Cnr. I
ricercatori dell’Isc-Cnr stanno studiando come riuscire ad ‘intrappolare’ la
maggior quantità possibile di idrogeno. Infine, con lo stand ‘Isola della Toscana’ sarà
presente tutta l’area di ricerca del Cnr di Firenze assieme a Firenze Tecnologia
(Azienda speciale della Camera di Commercio) e ad alcune imprese del settore.
“Isola della Toscana rappresenta un importante occasione di incontro tra il
mondo della ricerca, il sistema produttivo, le istituzioni e tutte quelle
organizzazione coinvolte nei processi dell’innovazione e del trasferimento
tecnologico”, dice Alessandro Schena, responsabile dell'ufficio per il
trasferimento tecnologico dell'area di ricerca di Firenze. “All’interno dello
stand sarà possibile conoscere altri progetti Cnr come quelli dell’Istituto per
la valorizzazione del legno e delle specie arboree (Ivalsa) sull’utilizzo della
biomassa forestale a scopi energetici e sul Progetto Sofie, la casa in legno a
prova di fuoco e resistente ai terremoti. Roma, 4 marzo 2008 La
scheda Chi: Istituti Cnr
dell’area di ricerca di Sesto fiorentino (Fi), Istituto di chimica biomolecolare
(Icb) del Cnr di Pozzuoli (Na) Che cosa: partecipazione a “Energethica” e al convegno ‘Idrogeno: quale futuro?’ (8 marzo) Dove: Fiera di Genova, Piazzale J.F.Kennedy, 1 Quando: 6 – 8 marzo 2008 Per informazioni: Alessandro Schena, area della ricerca Cnr
Sesto Fiorentino (Fi), 055/5225010, e-mail alessandro.schena@ifac.cnr.it Per saperne di più:
http://www.energethica.it/EVENTI/C1_CNR%20FIRENZE.pdf tratto da: http://www.stampa.cnr.it/docUfficioStampa/comunicati/italiano/2008/Marzo/19_mar_2008.htm
I
battelli senza equipaggio sbarcano a Big Blu A illustrarne le origini, le
caratteristiche e le possibili applicazioni in ambito civile per rilievi e
monitoraggio delle acque è Massimo Caccia dell’Issia-Cnr. Tra i prototipi
presentati, anche Alanis, il gommone in
alluminio con guida automatica dotato di strumentazione scientifica
La tecnologia delle imbarcazioni
senza equipaggio (Unmanned surface vehicles - Usv), la sua storia e le sue
possibili applicazioni sono i temi che Massimo Caccia, ricercatore dell’Istituto
di studi sui sistemi intelligenti e l’automazione (Issia) del Cnr di Genova affronta sabato 1 marzo, alle ore 15.30,
presso “L’uso pionieristico dell’Usv
risale al 1588, quando sir Francio Drake lanciò navi incendiarie prive di
marinai contro l’Invincibile Armada”, spiega Caccia. “Ma è solo ai giorni nostri
che si è diffusa, soprattutto in ambito militare, nelle operazioni di
sminamento”. Malgrado esista ancora un vuoto
normativo che ne limita l’uso, non mancano gli utilizzi civili della tecnologia,
in particolare per la raccolta di dati batimetrici e per il monitoraggio
ambientale. Nel corso della presentazione verranno esaminati i prototipi per
applicazioni civili sviluppati dal Mit (Cambridge, Massachussets) negli anni
Novanta e i veicoli marini autonomi in costruzione presso l'Instituto Superior
Tecnico di Lisbona (Portogallo), oltre
alle possibilità progettuali relative alle varie tipologie di scafo,
alimentazione energetica e livello di automazione del
sistema. Particolare attenzione verrà
dedicata inoltre alle imbarcazioni realizzate in Italia dall’Issia-Cnr.
“L’Istituto ha sviluppato nel 2003 Charlie, il primo battello senza equipaggio
per il monitoraggio ambientale e la sorveglianza costiera”, precisa il
ricercatore dell’Issia-Cnr. “Questo
prototipo di catamarano in fibra di vetro è stato utilizzato durante la
spedizione italiana in Antartide (2003-’04) per il campionamento del microstrato
superficiale del Mare di Ross e per progetti di ricerca di robotica
marina”. Ma il più recente prototipo Usv
nostrano è Alanis (Aluminium autonomous navigator for intelligent sampling), che
l’Issia-Cnr ha realizzato in collaborazione con
i Cantieri Mancini di Mirano (Ve), Roma, 29 febbraio
2008 La
scheda Che cosa:
Conferenza “Imbarcazioni senza equipaggio per il monitoraggio ambientale
e la sorveglianza” Chi: Istituto di studi sui sistemi
intelligenti e l’automazione del Cnr, Genova Quando: sabato 1 marzo, ore
15.30 Dove: Big Blu, sala Ponza, struttura
SC2, Fiera di Roma Per informazioni: Massimo Caccia, tel. 010/6475612,
e-mail: max@ge.issia.cnr.it; www.alanis.ge.issia.cnr.it
AI CONFINI DELLA
FISIOLOGIA L’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale
delle Ricerche (Ifc- Cnr) Pisa, Scuola S. Anna Pisa e Dipartimento di Fisiologia
Umana – Università di Pisa, organizzano il 2° Simposio Internazionale sulla
fisiologia umana in ambienti estremi “Ai
Confini della Fisiologia, tra scienza ed esperienza soggettiva” incontro tra
ricercatori, medici, filosofi e atleti, in programma alll’Auditorium dell’Area
della Ricerca Cnr (Pisa, Via Moruzzi 1) nei giorni 28 - 29 febbraio 2008 (www.aiconfinicongress.ifc.cnr.it) Il Simposio,
in questa seconda versione a carattere internazionale, vuole essere, oltre che
un momento di informazione sulla produzione scientifica dei gruppi di ricerca
nazionali e internazionali che si occupano di fisiologia umana in condizioni
estreme, anche un momento di confronto con ricercatori di altri ambiti
scientifici, quali filosofi, matematici, ecc. e con figure professionali e
atleti che esperiscono in prima persona la “condizione estrema”. I soggetti
sottoposti a condizioni estreme (alpinisti, apneisti, ironmen, astronauti), i
cosiddetti "supersani", rappresentano un modello naturale che a causa
dell'elevato carico di stress psico-fisico può mimare condizioni pre-cliniche.
Infatti, la relazione tra stress e patologie è stata oggetto, nel corso degli
anni, di numerosi studi i cui dati hanno permesso di riconoscere il ruolo
primario degli eventi stressanti nell'insorgenza e nell'esacerbazione di molti
disturbi della sfera somatica e mentale. Il 2° Simposio
"Ai Confini della Fisiologia” rappresenta quindi un’occasione di incontro e
confronto tra scienziati, atleti professionisti e semplici appassionati con lo
scopo comune di fare conoscere le potenzialità e i limiti della risposta
fisiologica umana a condizioni estreme. L’idea di base
che spinge gli organizzatori del simposio è lo sviluppo di ricerche dedicate
allo studio della risposta psico-fisica dell’organismo sano, o “super sano”, a
condizioni di stress psico-fisico estremo in cui i sistemi preposti al
mantenimento dell’omeostasi sono sollecitati al pari di quanto avviene nello
stato di malattia. Esiste una
risposta adattativa dell’organismo, o allostasi, mirata a mantenere l’equilibrio
in risposta ad una condizione di stress, prodotta dall’asse
ipotalamo-ipofisi-surrene, dal sistema nervoso centrale e autonomo, e dal
sistema immunitario. Stimoli ambientali esterni o interni all’organismo attivano
una risposta adattativa dell’individuo che comporta cambiamenti di ordine fisico
e psichico in grado di aumentare le possibilità di
sopravvivenza. I soggetti
sottoposti a condizioni estreme, come apneisti, ironmen, scalatori ad alte
quote, astronauti, rappresentano un modello naturale di carico allostatico non
dissimile da quello dei soggetti malati. In altri termini, la malattia è
anch’essa una condizione estrema caratterizzata da un carico allostatico e una
ridotta varianza omeostatica; lo studio quindi della “fisiologia” dell’organismo
in condizioni estreme costituisce di per sè un modello innovativo dell’indagine
clinica. Durante il
simposio, assieme alle molte relazioni scientifiche, tutte su invito, da
ricercatori da tutta Europa, verrà presentata anche una relazione unica che
associa ai contenuti di ricerca un alto valore storico, con la descrizione degli
aspetti biomedici “dalla Soyuz e la Mir fino alla Stazione Spaziale
Internazionale ed oltre”; la lettura sarà tenuta da ricercatori del prestigioso
Istituto per gli Affari Biomedici (IBMP) di Mosca, che fin dalle prime
esperienze della astronautica sovietica segue per le molte nazioni oggi
coinvolte tutti gli aspetti biomedici nella conquista e lo sfruttamento dello
spazio. Le esperienze soggettive saranno presentate dai seguenti
protagonisti: Fausto De Stefani, alpinista - Alex Bellini, navigatore (studiato
in queste ore dai ricercatori di Ifc Cnr, Scuola Sant’Anna e Dipartimento di
Fisiologia Umana dell’Università di Pisa durante la sua traversata a remi dal
Perù a Sidney e con il quale sarà attivato un collegamento satellitare durante
il simposio) - Luigi Casati, speleosub - Michele Pontrandolfo, esploratore
(anch’esso studiato dal gruppo di Pisa
durante il suo attuale trasferimento a piedi dal Canada al polo nord
geografico, e durante il simposio in collegamento satellitare con la platea) -
Gianluca Frinchillucci, esploratore - Sara Campbell, campionessa del mondo di
apnea - Stig Severinsen, campione del mondo di apnea statica – Roberto Vittori,
astronauta - Giovanni Soldini, navigatore - Giuseppe Gibilisco, salto con
l’asta, Amerigo Puntelli (maratoneta estremo) e Vincenzo Catalano
(ironman). Roma, 27 febbraio 2008 La scheda Chi: Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa, Scuola Superiore S. Anna Pisa, Dipartimento di fisiologia umana-Università di Pisa Che Cosa: 2° Simposio internazionale sulla fisiologia umana in ambienti estremi “Ai confini della fisiologia, tra scienza ed esperienza soggettiva” Dove: Auditorium dell’Area della Ricerca Cnr di Pisa (28-29 febbraio 2008) Per informazioni:ing. Remo Bedini, Ifc-Cnr – tel. 050/3152286, cell. 348/3972174 – e-mail: bedini@ifc.cnr.it dr. Luca Trombella dell’Istituto di informatica e telematica (Iit-Cnr) – tel. 050/3153437 – e-mail: luca.trombella@iit.cnr.it tratto da: http://www.stampa.cnr.it/docUfficioStampa/comunicati/italiano/2008/Febbraio/16_feb_2008.htm
Meno rifiuti con i pomodori Le eccellenze Cnr nel settore dei
biomateriali in mostra dal 22 al 25 febbraio a Napoli. Vasi biodegradabili,
biofilm per prolungare la vita degli alimenti, packaging e imballaggi ricavati
dai residui vegetali in un convegno che si è svolto oggi, presso la Mostra
d’Oltremare La plastica è da sempre tra i principali imputati per l’impatto ambientale provocato dai rifiuti. A Napoli, i ricercatori dell’Istituto di chimica biomolecolare (Icb-Cnr), insieme ai loro colleghi dell’Istituto di chimica e tecnologia dei polimeri (Ictp-Cnr) e dell’Istituto di scienze dell’alimentazione (Isa-Cnr) del Consiglio nazionale delle ricerche di Pozzuoli e Avellino, stanno lavorando da tempo sull’estrazione di polisaccaridi dagli scarti della lavorazione industriale dei pomodori, ottenendo materiale plastico biodegradabile. Alcuni dei risultati conseguiti
verranno illustrati nel convegno dal
titolo ‘Presente e futuro dei bioimballaggi attivi nella filiera
dell’agroalimentare. Come trasformare i
residui vegetali in ricchezza’ che ha avuto luogo oggi, 22 febbraio, a Napoli nell’ambito della mostra
TIAM - MEDPACK 2008 ( Mostra d’Oltremare 22-25
febbraio). “Quest’operazione”, sottolinea
“Dagli scarti
industriali derivanti dalla lavorazione del pomodoro”, spiega
Una spruzzata
di polimeri naturali ricavati dagli scarti di pomodoro sostituirà anche gli antiestetici teloni di plastica nera
usati per la pacciamatura, ossia per evitare la proliferazione di erbe
infestanti. La soluzione acquosa messa a punto dal progetto Life Biocoagri, coordinato da
I nuovi usi possibili degli
scarti della lavorazione del pomodoro non terminano qui: Malinconico,
Il loro accumulo in agricoltura
sta diventando un grosso problema ambientale, visto che solo in Italia se ne
usano ogni anno decine di migliaia di tonnellate. “La nostra idea”, proseguono
Malinconico e Nicolaus, “è stata quella di sostituire il polistirene con un
materiale, completamente biodegradabile, ottenendo contenitori altrettanto leggeri e resistenti
che possono essere interrati con tutte le piantine”. Dagli scarti dei
contenitori, inoltre, vengono recuperati, attraverso l’impiego di solventi
organici non tossici, sostanze ad attività antiossidante (carotenoidi, licopene
e flavonoidi) presenti nelle bucce e da utilizzare come potenziali integratori
alimentari. Nei laboratori
dell’Ictp-Cnr di Pozzuoli in collaborazione con l’Isa-Cnr di Avellino, è stato
messo a punto un gel per avvolgere la mozzarella, una miscela gelatinosa
ricavata da polisaccaridi derivati da frutta, ortaggi, alghe e cellulosa.
“Questo formaggio manterrà le sue caratteristiche organolettiche e nutritive
addirittura per 30 giorni”, spiega L’argomento riveste
in Italia un rilevante interesse
poiché i materiali plastici, tra i più usati nel settore dell'imballaggio
agro-alimentare, attualmente impiegano soprattutto polimeri ottenuti da derivati del petrolio e l'industria
della plastica guarda con attenzione a nuovi sistemi per produrre
polimeri naturali biodegradabili. Roma, 22
febbraio2008 La scheda Chi: Istituto di chimica biomolecolare e Istituto di chimica e tecnologia dei polimeri del Cnr di Pozzuoli; Istituto di scienze dell’alimentazione del Cnr di Avellino Che cosa: Convegno ‘Presente e futuro
dei bioimballaggi attivi nella filiera dell’agroalimentare. Come trasformare i residui vegetali in
ricchezza’ nell’ambito della mostra
TIAM - MEDPACK 2008 Dove: Napoli, Mostra
d’Oltremare Quando: 22 febbraio 2008, ore
11,30 Per informazioni: tratto da: http://www.stampa.cnr.it/docUfficioStampa/comunicati/italiano/2008/Febbraio/15_feb_2008.htm
L’energia
delle stelle A Milano apre i battenti ‘Fusion Expo’,
mostra dedicata alla ricerca sulla fusione termonucleare controllata nei
laboratori europei. Promossa dall’European Fusion Development Agreement,
organizzata dall’Ifp del Consiglio nazionale delle ricerche e dall’Università
‘Bicocca’, l’esposizione vuole avvicinare il pubblico all’affascinante mondo
della fisica, attraverso immagini, macchinari, simulazioni e modelli
interattivi. Creare energia con processi analoghi a quelli stellari? Sarà possibile. E’ questo il messaggio di ‘Fusion Expo’, mostra itinerante promossa dall’European Fusion Development Agreement (EFDA) della Commissione Europea e organizzata dall’Istituto di fisica del plasma (Ifp) “Piero Caldirola” del Consiglio nazionale delle ricerche (Ifp-Cnr) e dall’Università degli Studi ‘Bicocca’ di Milano. L’evento, che si terrà dal 18 al 27 febbraio nella Galleria della Scienza dell’ateneo, intende illustrare, attraverso percorsi tematici, la fattibilità scientifica e tecnologica della fusione nucleare come nuova fonte di energia, sulla base degli incoraggianti risultati ottenuti dagli esperimenti. Il percorso si articola in quattro isole tematiche - energia, fusione, reattore sperimentale ‘ITER’, fusione e ambiente - divise in sezioni multimediali, nelle quali è possibile interagire con modelli di macchinari e assistere ad alcuni esperimenti. “Nel Sole, isotopi di idrogeno si fondono in elio”, spiega Paola Platania dell’Ifp-Cnr, “e questo processo fornisce l’energia che, irradiata, permette la vita sulla Terra. Da circa quarant’anni sono in corso ricerche per produrre in laboratorio lo stesso tipo di energia in modo controllabile. I risultati ottenuti hanno consentito di progettare il reattore sperimentale ITER, che sarà costruito, nei prossimi dieci anni, in Francia attraverso un’ampia collaborazione internazionale”. Nel viaggio a
ritroso dallo spazio alla Terra, i visitatori potranno osservare l’energia delle
stelle attraverso una spettacolare immagine della nebulosa della Tarantola,
nella Grande Nube di Magellano; guardare da vicino un plasma, gas ionizzato
rinchiuso in una boccia e percorso da scariche luminose. I filamenti luminosi
che si vengono a creare dentro i contenitori possono essere spostati con il
semplice movimento delle dita appoggiate al vetro. La fusione sulla Terra invece è rappresentata da modelli e sezioni di macchine sperimentali, come un anello dell’italiana RFX, il tokamak di Frascati (FTU) e una sezione del dispositivo stellarator. Ma come appare il plasma e come si comporta in presenza di un campo magnetico? Il visitatore lo sperimenterà osservando una colonna di plasma “accendersi” all’interno di una vera e propria “camera da vuoto” e “reagire” all’effetto del campo magnetico. Grazie a una porticina trasparente, potrà osservare i dispositivi per la creazione del vuoto, l’immissione e la ionizzazione del gas. Un vero esperimento di fusione in miniatura! La storia delle ricerche, iniziate 80 anni fa, è invece illustrata attraverso una carrellata di eventi e immagini che vanno dalla pagina del primo articolo scientifico fino ai grandi esperimenti di oggi. Particolare risalto, nell’ambito della mostra, è dato al progetto ITER: su un grande pannello ricurvo è possibile seguire passo dopo passo la costruzione del tokamak, macchina a forma di toro, in grado di creare le condizioni affinché si verifichi, al suo interno, la fusione termonucleare allo scopo di estrarne l’energia prodotta. Un modello interattivo, inoltre, permette di esplorare un reattore. “L’Expo”, conclude Platania, “è rivolto a un pubblico vasto, ma è particolarmente indicato agli studenti che potranno contare sulla guida di ricercatori ‘Ciceroni’ per apprendere i contenuti espositivi e sviluppare approfondimenti sull’energia e la fusione, insieme con gli aspetti della sicurezza e del rispetto ambientale”. Roma, 19 febbraio 2008 La scheda: Che cosa: Fusion Expo. Mostra itinerante sulla fusione nucleare. Chi: European Fusion Development Agreement (EFDA) della Commissione Europea, Istituto di fisica del plasma (Ifp) “Piero Caldirola” del Cnr e Università degli Studi ‘Bicocca’ di Milano Dove: Galleria della Scienza, Università degli Studi Milano ‘Bicocca’, piazza della scienza, 1 Quando: 18-27 febbraio, ore 10.00 - 17.30 (ingresso libero) Per informazioni ai giornalisti: Paola Platania, Istituto di fisica del plasma (Ifp) “Piero Caldirola” del Cnr, Milano, tel. 02/66173382, e-mail: platania@ifp.cnr.it Per prenotazioni visite: tel. 02/66173238, e mail: fusion_expo@ifp.cnr.it; sito web: http://www.ifp.cnr.it/events/FusionExpo2008/index.html tratto da: http://www.stampa.cnr.it/docUfficioStampa/comunicati/italiano/2008/Febbraio/14_feb_2008.htm
Rossi, CNR: “Nel Mezzogiorno utilizzare al meglio i fondi strutturali PER lo sviluppo del territorio” In occasione dell’inaugurazione della sede
messinese dell’Istituto per i Processi Chimico Fisici, il Vice Presidente con
funzioni di Presidente dell’Ente aggiunge: “Abbiamo approvato per i giovani un
piano quinquennale di assunzioni e stabilizzazioni. Ma non è sufficiente.
Occorre che la politica investa sul futuro del Paese”
Sviluppo di sensori per il monitoraggio ambientale e per
l’industria agroalimentare, finalizzati al monitoraggio di inquinanti, anche in
tracce e al controllo di umidità. Controllo del particolato inquinante nelle
acque industriali e negli aerosol atmosferici. Sviluppo ed applicazione di
tecniche interferometriche per il monitoraggio di vibrazioni e crack in
strutture civili. Sviluppo di applicazioni GPS su dispositivi portatili.
Controllo della sicurezza nelle reti informatiche. Sono soltanto alcune delle competenze scientifiche
presenti all’Istituto per i Processi Chimico Fisici (IPCF) del Consiglio
Nazionale delle Ricerche di Messina, che oggi ha inaugurato la nuova sede di
Messina a Salita Sperone, in Contrada Papardo, alla presenza del Vice presidente
con funzioni di Presidente del CNR, “La sede dell’IPCF”, ha spiegato il Vice Presidente del
CNR, “è stata finanziata con i fondi dell’Intesa di programma ex CNR-MISM
(l’allora Ministero per lo Sviluppo del Mezzogiorno, ndr), poi diventata intesa CNR -
Ministero Università e Ricerca. Intesa che - ha sottolineato Rossi - si è
conclusa soltanto sul finire del 2007 e che prevede, fra l’altro, anche un
investimento infrastrutturale relativo alla sede di Messina dell’Istituto per
l’Ambiente Marino Costiero (IAMC-CNR, (ex Talassografico), nonché il
cofinanziamento del Centro testing dell’Istituto di Tecnologie Avanzate per
l’Energia (ITAE-CNR), sempre a Messina”. “La chiusura dell’accordo - ha
aggiunto Rossi - prevede anche 12 milioni di euro per investimenti in
attrezzature che, per il momento, il Consiglio di Amministrazione ha ritenuto
opportuno non ripartire, riservandosi la possibilità di una loro utilizzazione
per cofinanziare eventualmente interventi previsti nei programmi ( PON e POR)
finanziati dai fondi strutturali”. “Cercare di utilizzare al meglio
le ingenti risorse di tali fondi, sia a livello nazionale sia a livello
regionale, facendo in modo che il Consiglio Nazionale delle Ricerche possa dare
un effettivo contributo allo sviluppo dei territori - ha detto ancora Rossi - è
uno dei principali obiettivi che stiamo perseguendo in questo periodo, puntando
a stabilire un rapporto concreto e proficuo con tutti i ministeri interessati –
in primis MUR e Sviluppo Economico - e con le amministrazioni regionali. A tal
fine, ha ricordato, “è stato stipulato un accordo quadro con
Il Vice Presidente del CNR si è
infine soffermato su “un’ulteriore voce dell’accordo sottoscritto riguardante
una quota di finanziamento per l’immissione di giovani. Vorrei ricordare in
questa circostanza”, ha affermato Rossi, “sia che all’inizio del 2008 sono stati
finalmente immessi in ruolo i vincitori dei concorsi banditi per il Mezzogiorno,
sia che in un recente Consiglio di amministrazione è stato approvato – sentiti i
sindacati – un piano quinquennale che programma le assunzioni di giovani, le
stabilizzazioni e le progressioni di carriera”. “In particolare”, ha spiegato
Rossi, “ il piano prevede circa 1.200 assunzioni di nuovi ricercatori e la
possibilità, da parte degli istituti, attraverso un apposito fondo di
incentivazione, di trasformare i co.co.co e gli assegni di ricerca in contratti
a tempo determinato. Il piano prevede inoltre la stabilizzazione di oltre mille
unità di personale nei prossimi cinque anni. Per fare questo – ha concluso il
Vice Presidente del CNR - abbiamo impegnato tutte le risorse destinate al
turn-over. Sono cifre importanti, ma certamente non sufficienti per dare
attuazione concreta a una politica di ringiovanimento e incremento generazionale
che il sistema della ricerca deve poter avere. Perché questo avvenga, è
necessario che la politica assuma la capacità di investire sul futuro”.
I colleghi che volessero
approfondire i dati sui finanziamenti relativi alla Intesa di Programma MUR-CNR
possono fare riferimento al comunicato stampa cnr n.147 del 17 ottobre 2007
(www.stampa.cnr.it) Roma, 13 febbraio 2008 tratto da: http://www.stampa.cnr.it/DocUfficioStampa/comunicati/italiano/2008/Febbraio/13_FEB_2008.HTM
Safer
internet day 2008, appuntamento il 12 febbraio Alla
giornata, promossa dalla Commissione Europea e dedicata alla sicurezza in rete
dei ragazzi, il Cnr partecipa, per l’Italia, con l’Eden-day. All’interno del
progetto, un sondaggio ha confrontato il comportamento in internet dei ragazzi
romani e parigini. I più prudenti? I francesi I
ragazzi francesi sono più cauti degli italiani nei confronti della rete. A
evidenziarlo è un sondaggio comparativo svolto, in collaborazione con il
progetto “Confiance”, dall’Istituto dei sistemi complessi (Isc) e dall’Istituto
di struttura della materia (Ism) del Cnr di Roma all’interno del progetto Eden
(Educazione Didattica per “Lo
studio, che ha messo a confronto studenti tra gli 11 e i 14 anni di Roma e
Parigi, ha rilevato che la percentuale dei giovani parigini che ritiene la
navigazione rischiosa supera del 25%
quella dei coetanei della Capitale”, precisa Eden,
avviato con il contributo della Commissione Europea,
ha in programma per il 12 febbraio, a partire dalle 11.00, il prossimo Eden-day,
l’evento pubblico dedicato alla sicurezza in rete dei ragazzi, accessibile
tramite il portale: http://eden.saferinternet.it. L’appuntamento
si inserisce all’interno del “Safer internet day “Il
progetto”, spiega Pitolli , “è nato proprio con l’obiettivo di sviluppare
nei giovani una maggior consapevolezza rispetto all’utilizzo di internet,
facendo leva sulla loro curiosità. Per
fare questo
ha costruito sul
web una “stanza virtuale” (piattaforma
wiki-wiki) ad accesso protetto,
dove gli studenti possono incontrarsi tra di loro e/o con gli insegnanti,
condividendo opinioni ed esperienze sulla navigazione.
Propone,
quindi, l’uso
di strumenti collaborativi, favorendo in questo modo un’attività di gruppo, per
l’elaborazione di contenuti che, una volta prodotti, sono visibili on-line e sui
quali i ragazzi possono esprimere il loro giudizio. Tutto ciò incoraggia uno
spirito di comunità
virtuale che induce a pensare prima di agire”. A
dimostrazione dell’interesse suscitato dal progetto le cifre relative agli
accessi sul
portale, che hanno superato i 410.000 nel periodo 2005-2007; notevole anche il
lavoro svolto nelle classi virtuali con punte, nello stesso periodo, superiori
alle 30.000 visite mensili. L’iniziativa
ha avuto importanti ricadute, prima fra tutte la collaborazione del Cnr con l’Ente Cassa di
Risparmio di Firenze nell'ambito del progetto "Le chiavi della città – Portale
ragazzi”, in cui sono coinvolti anche il Comune e l’Istituto degli Innocenti di
Firenze, e che prevede la promozione di percorsi didattici sui giovani e le
nuove tecnologie, utilizzando le piattaforme on-line sviluppate nell’ambito di Eden per realizzare le classi
virtuali. Roma,
11 febbraio 2008 La
scheda Che
cosa: Eden-day,
la giornata italiana dedicata alla sicurezza in rete dei
giovani Chi:
Istituto
dei sistemi complessi e Istituto di struttura della materia del Cnr,
Roma Dove:
eden.saferinternet.it Quando:
martedì
12 febbraio, dalle ore 11.00 Per
informazioni: tratto da: http://www.stampa.cnr.it/DocUfficioStampa/comunicati/italiano/2008/Febbraio/12_FEB_2008.HTM
Un ‘manifesto’ sulla ricerca per le
costruzioni Elaborato dal Gruppo di opinione costituito
per iniziativa del Dipartimento Sistemi di Produzione del CNR, il
documento sottolinea quali priorità il miglioramento del patrimonio
edilizio esistente e la sicurezza del lavoro. La presentazione domani, 8
febbraio, nel corso di un convegno che si terrà a Milano all’interno del Made
EXPO Quello delle costruzioni è, e continua a essere, un settore di grandissima importanza per l’economia del Paese e per il suo contesto sociale (oltre 400000 aziende e 2.5 milioni di addetti, un investimento annuo superiore all’8% del PIL) ma di estrema complessità strutturale e tecnica. Ingente è anche lo sforzo che la ricerca svolta nel settore dal mondo sia scientifico sia produttivo, pubblico e privato. Per questo si è costituito per
iniziativa del Dipartimento Sistemi di Produzione del Consiglio Nazionale delle
Ricerche, nei mesi scorsi, il “Gruppo
d’opinione per la ricerca sulle costruzioni”,
formato da rappresentanti del mondo scientifico e imprenditoriale:
Giacomo Marazzi AITEC, Marco Pacetti
Univ. Politecnica delle Marche, Catervo Cangiotti ANDIL, Piero Torretta ICT,
Alfonso Panzani ASSOPIASTRELLE, Giuseppe Turchini Politecnico di Milano, Giorgio
Squinzi MAPEI, Amilcare Collina MAPEI, Andrea Negri FEDERLEGNO, Roberto Vinci
CNR, Italo Meroni CNR, Pietro Andreotti ICIE, Mauro Giordani LEGACOOP Emilia Romagna, Libero
Ravaioli UNCSAAL, Gian Michele Calvi
Univ. di Pavia, Gian Marco Revel Univ. Politecnica delle Marche, Livia
Pardi Autostrade per l’Italia, Maria Mautone CNR. “Il Gruppo di Opinione ha ora predisposto un ‘Manifesto sulla ricerca per le costruzioni” spiega Valter Esposti, direttore del Dipartimento Sistemi di Produzione del CNR, “che ne fissi gli obiettivi e i requisiti, facendo emergere le tematiche di irrinunciabile priorità e fungendo da documento di indirizzo per tutti coloro che, nel mondo sia scientifico sia produttivo, hanno la missione o la volontà di investire in tale settore”. Il Manifesto – che verrà
presentato all’interno del MADE Expo Milano Architettura Design Edilizia in corso alla Fiera di Milano Rho - individua come “tema portante per i prossimi
anni il miglioramento del patrimonio costruito ed infrastrutturale esistente,
determinandone il limite di obsolescenza delle prestazioni e gli interventi
tecnicamente ed economicamente realizzabili”, sottolinea Esposti. “Tra le altre
priorità vale la pena di sottolineare la riduzione dei consumi energetici e
dell’impatto sull’ambiente degli edifici, la programmazione per la
valorizzazione del patrimonio culturale-architettonico e l’evoluzione
dell’efficienza dell’intero processo di costruzione e della messa in sicurezza
delle sue fasi operative tema
quest’ultimo di drammatica urgenza per il settore. L’attività del Gruppo di Opinione
del Dipartimento Sistemi di Produzione del CNR prende spunto dalla cospicua
massa di proposte già avanzate nell’ambito della Piattaforma Tecnologica Europea
delle Costruzioni (ECTP) e della corrispondente Piattaforma Italiana (PTIC). “In
particolare, il manifesto intende
mantenere una continuità nella ‘qualità del costruire’ che ha connotato il
nostro Paese nel passato e che, attraverso la ricerca e l’innovazione, sarà un
punto di forza per il futuro”, conclude Esposti. All’incontro di presentazione del manifesto,
dal titolo ‘Le priorità della ricerca per le costruzioni’-, interverranno, oltre
a Valter Esposti, Giorgio Squinzi, amministratore unico Mapei, Piero Torretta,
vicepresidente Ance, Andrea Negri, vicepresidente Federlegno, Giuseppe Turchini,
preside della facoltà di ingegneria e architettura del Politecnico di Milano e Adriano De Maio,
sottosegretario all’alta formazione,
ricerca e innovazione della Regione Lombardia. Roma, 7 febbraio 2008 La
scheda Chi: Dipartimento
Sistemi di Produzione del Cnr Che cosa:
Presentazione del Manifesto
per le costruzioni nel corso di un convegno all’interno del Made
EXPO Dove: Fiera di Milano - Rho Quando: 8 febbraio ore 9.30 Per informazioni: Valter Esposti tel.
06/4993.3663-3711; 02/9806417 tratto da: http://www.stampa.cnr.it/DocUfficioStampa/comunicati/italiano/2008/Febbraio/10_FEB_2008.HTM
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